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Invitalia gestisce alcuni dei principali incentivi nazionali destinati a chi vuole aprire una nuova impresa, avviare un’attività autonoma, creare una startup innovativa o sviluppare un progetto nei settori culturali e creativi.

Le agevolazioni possono comprendere:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti a tasso zero;
  • voucher;
  • servizi di tutoraggio;
  • percorsi di accompagnamento;
  • combinazioni tra contributo e finanziamento agevolato.

Non esiste però un unico incentivo Invitalia adatto a qualsiasi progetto.

La misura corretta dipende da diversi elementi:

  • età delle persone proponenti;
  • territorio in cui sarà avviata l’attività;
  • composizione della società;
  • settore economico;
  • stato occupazionale;
  • caratteristiche innovative del progetto;
  • importo dell’investimento;
  • data di costituzione dell’impresa;
  • forma giuridica;
  • tipologia delle spese.

Nel 2026, tra gli incentivi Invitalia più importanti per chi vuole aprire una nuova attività rientrano:

  • ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero;
  • Smart&Start Italia;
  • Autoimpiego Centro-Nord;
  • Resto al Sud 2.0;
  • Cultura Cresce.

COM2 propone inoltre un corso gratuito online per l’autoimpiego, rivolto ai giovani under 35 che vogliono trasformare un’idea iniziale in un progetto imprenditoriale, professionale o di lavoro autonomo.

Tutte le informazioni sono disponibili nella pagina dedicata:

Disclaimer: questa guida è aggiornata a luglio 2026. L’espressione “tutti gli incentivi” si riferisce alle principali misure Invitalia utili per l’avvio di una nuova attività, non all’intero catalogo degli strumenti gestiti dall’Agenzia. Apertura degli sportelli, risorse disponibili, importi e requisiti possono cambiare. Prima di presentare una domanda è necessario consultare la pagina ufficiale della singola misura. Nessun incentivo garantisce automaticamente l’ottenimento del finanziamento.

Che cos’è Invitalia

Invitalia è l’Agenzia nazionale per lo sviluppo.

Gestisce, per conto di Ministeri e amministrazioni pubbliche, diversi programmi destinati a:

  • creazione di nuove imprese;
  • autoimpiego;
  • imprenditoria giovanile;
  • imprenditoria femminile;
  • startup innovative;
  • sviluppo delle imprese;
  • investimenti produttivi;
  • cultura;
  • turismo;
  • innovazione;
  • rilancio dei territori.

Invitalia non è una banca tradizionale.

Le agevolazioni vengono concesse sulla base delle regole previste dalla misura e della valutazione del progetto presentato.

A seconda dell’incentivo, Invitalia può:

  • valutare la domanda;
  • esaminare il Business Plan;
  • verificare i requisiti;
  • richiedere integrazioni;
  • effettuare colloqui;
  • concedere il finanziamento;
  • controllare la realizzazione del progetto;
  • verificare le spese;
  • erogare le agevolazioni;
  • monitorare il rispetto degli obblighi.

Quali incentivi Invitalia sono attivi nel 2026

Le principali misure da valutare per aprire una nuova impresa nel 2026 sono:

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

Per imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile in tutta Italia.

Smart&Start Italia

Per startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

Autoimpiego Centro-Nord

Per giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nel Centro-Nord.

Resto al Sud 2.0

Per giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno.

Cultura Cresce

Per nuove imprese e organizzazioni delle filiere culturali e creative nel Mezzogiorno.

La scelta non deve essere effettuata soltanto considerando l’importo massimo del contributo.

Bisogna verificare se il progetto rispetta realmente:

  • destinatari;
  • settore;
  • localizzazione;
  • forma giuridica;
  • spese ammissibili;
  • tempi;
  • condizioni personali;
  • requisiti economici;
  • obblighi della misura.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo Invitalia dedicato alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile.

La misura è attiva in tutta Italia.

Possono presentare domanda:

  • imprese costituite da non più di 60 mesi;
  • persone fisiche che vogliono costituire una nuova società.

La compagine societaria deve essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, da:

  • persone tra i 18 e i 35 anni;
  • oppure donne di qualsiasi età.

Non è quindi sufficiente che nell’impresa sia presente un giovane o una donna.

La maggioranza richiesta deve riguardare contemporaneamente:

  • numero dei soci;
  • quote di partecipazione.

Quali attività finanzia ON

ON finanzia nuove iniziative e progetti di sviluppo nei settori:

  • produzione;
  • servizi;
  • commercio;
  • turismo.

Possono rientrare, ad esempio:

  • attività manifatturiere;
  • servizi digitali;
  • comunicazione;
  • consulenza;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività culturali;
  • audiovisivo;
  • eventi;
  • servizi alle imprese;
  • servizi alle persone;
  • attività innovative;
  • artigianato.

Il progetto deve essere coerente con il settore dichiarato e con le competenze del gruppo proponente.

Quanto finanzia ON

ON può sostenere programmi di investimento fino a 3 milioni di euro.

Le agevolazioni possono coprire fino al 90% delle spese ammissibili.

È però necessario considerare un importante aggiornamento.

Fino al 30 giugno 2026 ON prevedeva una combinazione di:

  • finanziamento a tasso zero;
  • contributo a fondo perduto.

Per le domande presentate dal 1° luglio 2026, a seguito dell’esaurimento delle risorse destinate ai contributi, l’agevolazione viene concessa soltanto nella forma del finanziamento agevolato a tasso zero.

Il finanziamento deve essere restituito secondo il piano previsto, con una durata massima di dieci anni.

Quali spese può finanziare ON

Le spese cambiano in base all’età dell’impresa e alle caratteristiche del progetto.

Possono generalmente comprendere:

  • macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • arredi;
  • opere murarie;
  • software;
  • tecnologie digitali;
  • brevetti;
  • licenze;
  • consulenze specialistiche;
  • formazione;
  • personale;
  • capitale circolante entro i limiti previsti.

Ogni spesa deve essere:

  • necessaria;
  • documentata;
  • coerente;
  • sostenuta nei tempi ammessi;
  • collegata alle attività previste.

Chi vuole candidarsi a ON deve quindi costruire prima un piano d’impresa completo, non limitarsi a predisporre un elenco di acquisti.

Per imparare a strutturare l’idea, il mercato, gli investimenti e il Business Plan è possibile consultare il corso gratuito COM2:

Smart&Start Italia

Smart&Start Italia è l’incentivo Invitalia dedicato alla nascita e alla crescita delle startup innovative.

La misura è attiva in tutte le regioni italiane.

Possono partecipare:

  • startup innovative costituite da non più di 60 mesi;
  • gruppi di persone che vogliono costituire una startup innovativa;
  • cittadini stranieri in possesso dei requisiti previsti;
  • imprese straniere che intendono aprire una sede in Italia.

Non è sufficiente che l’impresa utilizzi internet, i social media o un software.

Il progetto deve possedere un significativo contenuto innovativo o tecnologico e l’impresa deve rispettare i requisiti previsti per l’iscrizione nella sezione speciale delle startup innovative.

Quali progetti finanzia Smart&Start

I piani devono riguardare almeno uno dei seguenti ambiti:

  • sviluppo di prodotti innovativi;
  • servizi tecnologici;
  • economia digitale;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain;
  • Internet of Things;
  • software;
  • piattaforme;
  • ricerca;
  • trasferimento tecnologico;
  • valorizzazione dei risultati della ricerca;
  • innovazione di processo;
  • innovazione di prodotto.

Possono quindi essere valutati progetti relativi a:

  • tecnologie per il turismo;
  • piattaforme culturali;
  • applicazioni;
  • servizi digitali;
  • intelligenza artificiale;
  • audiovisivo innovativo;
  • tecnologie per la sostenibilità;
  • soluzioni per imprese e pubbliche amministrazioni;
  • prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Quanto finanzia Smart&Start

I piani d’impresa devono prevedere spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

L’agevolazione consiste generalmente in un finanziamento a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili.

La copertura può salire al 90% quando la startup è composta interamente:

  • da donne;
  • da giovani con meno di 36 anni;
  • oppure presenta gli ulteriori requisiti scientifici previsti dalla misura.

Per le startup localizzate nelle regioni del Centro-Sud individuate dalla misura, una quota del finanziamento agevolato non deve essere restituita.

In questi casi la componente non rimborsabile può equivalere al 30% del finanziamento concesso, secondo le condizioni previste.

Come si presenta la domanda Smart&Start

Smart&Start è un incentivo a sportello.

Questo significa che:

  • non esiste una graduatoria periodica;
  • non è prevista una scadenza generale;
  • le domande vengono esaminate in ordine di arrivo;
  • la misura resta aperta nei limiti delle risorse disponibili.

La domanda deve essere presentata tramite l’area personale Invitalia.

Il progetto viene valutato considerando:

  • innovatività;
  • competenze del team;
  • qualità del mercato;
  • sostenibilità economica;
  • piano degli investimenti;
  • capacità di realizzazione;
  • potenziale di crescita.

Autoimpiego Centro-Nord

Autoimpiego Centro-Nord è una misura prevista dal Piano Integrato Autoimpiego.

È destinata ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che vogliono avviare un’attività nei territori del Centro-Nord.

La misura riguarda:

  • Piemonte;
  • Valle d’Aosta;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Veneto;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Trentino-Alto Adige;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Marche;
  • Lazio.

Per accedere non basta rispettare il requisito di età.

È necessario trovarsi in almeno una delle condizioni previste, come:

  • inattività;
  • inoccupazione;
  • disoccupazione;
  • partecipazione al Programma GOL;
  • condizione di working poor nei casi previsti.

Quali attività si possono aprire con Autoimpiego Centro-Nord

La misura consente di avviare:

  • imprese individuali;
  • società;
  • cooperative;
  • attività di lavoro autonomo;
  • studi professionali;
  • società tra professionisti.

Sono ammesse attività in quasi tutti i settori economici, ad eccezione della produzione primaria nei comparti agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

Possono quindi essere sviluppati progetti nei settori:

  • cultura;
  • audiovisivo;
  • turismo;
  • eventi;
  • comunicazione;
  • servizi digitali;
  • consulenza;
  • intelligenza artificiale;
  • servizi alle imprese;
  • commercio;
  • artigianato;
  • servizi alla persona;
  • formazione.

Agevolazioni Autoimpiego Centro-Nord

La misura prevede diverse possibilità.

Voucher

È previsto un voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro.

Il voucher può essere elevato fino a 40.000 euro in presenza delle condizioni di maggiorazione previste.

Programmi fino a 120.000 euro

Per investimenti fino a 120.000 euro è previsto un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili.

Programmi tra 120.000 e 200.000 euro

Per programmi di investimento compresi tra 120.000 e 200.000 euro è previsto un contributo a fondo perduto pari al 60%.

Le diverse formule non devono essere interpretate come somme automaticamente cumulabili.

La scelta dipende dalla dimensione e dalle caratteristiche del progetto presentato.

Spese ammissibili per Autoimpiego Centro-Nord

Possono rientrare:

  • macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • arredi nuovi;
  • software;
  • licenze;
  • piattaforme;
  • app;
  • servizi informatici;
  • tecnologie digitali;
  • opere edili entro i limiti previsti;
  • consulenze specificamente ammesse.

Prima di effettuare qualsiasi spesa è necessario verificare le regole della misura.

Acquistare beni prima della data consentita può rendere la spesa non ammissibile.

Il corso gratuito COM2 è dedicato proprio ai giovani under 35 che vogliono sviluppare il proprio progetto di autoimpiego:

Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 è la seconda misura del Piano Integrato Autoimpiego.

È destinata ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno.

La misura riguarda:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Possono partecipare giovani che si trovano nelle condizioni previste, tra cui:

  • inattività;
  • inoccupazione;
  • disoccupazione;
  • partecipazione al Programma GOL;
  • condizione di working poor nei casi ammessi.

Che cosa si può aprire con Resto al Sud 2.0

È possibile avviare nuove iniziative in forma di:

  • lavoro autonomo;
  • libera professione;
  • impresa individuale;
  • società;
  • cooperativa;
  • società tra professionisti.

Sono ammessi quasi tutti i settori economici.

Sono escluse le attività appartenenti alla produzione primaria nei settori:

  • agricolo;
  • pesca;
  • acquacoltura.

Agevolazioni Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 prevede contributi più elevati rispetto alla misura del Centro-Nord.

Voucher

È previsto un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro.

Può essere elevato fino a 50.000 euro in presenza delle condizioni di maggiorazione previste.

Programmi fino a 120.000 euro

Per programmi di investimento fino a 120.000 euro è previsto un contributo a fondo perduto pari al 75% delle spese ammissibili.

Programmi tra 120.000 e 200.000 euro

Per programmi di investimento compresi tra 120.000 e 200.000 euro è previsto un contributo a fondo perduto pari al 70%.

La maggiorazione del voucher può essere riconosciuta, nei casi previsti, per spese innovative, digitali, tecnologiche, ambientali o per alcune consulenze specialistiche.

Resto al Sud e Resto al Sud 2.0 sono la stessa cosa?

No.

Il precedente incentivo denominato Resto al Sud ha chiuso il proprio sportello per le nuove domande il 14 ottobre 2025.

Dal 15 ottobre 2025 è attivo Resto al Sud 2.0, che presenta:

  • requisiti differenti;
  • limite di età under 35;
  • condizioni personali specifiche;
  • nuove percentuali;
  • voucher;
  • regole proprie.

Chi cerca informazioni online deve quindi controllare che la pagina consultata riguardi realmente Resto al Sud 2.0 e non la misura precedente.

Cultura Cresce

Cultura Cresce è l’incentivo Invitalia dedicato alle imprese culturali e creative del Mezzogiorno.

La misura è attiva dal 10 dicembre 2025.

Riguarda progetti localizzati in:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Possono partecipare:

  • imprese da costituire;
  • imprese costituite da non più di cinque anni;
  • imprese costituite da oltre cinque anni;
  • imprese sociali;
  • soggetti del Terzo Settore nei casi previsti.

Quali settori finanzia Cultura Cresce

I progetti devono appartenere alle filiere culturali e creative.

Tra i settori ammessi rientrano:

  • musica;
  • cinema;
  • televisione;
  • audiovisivo;
  • radio;
  • videogiochi;
  • software e multimedia;
  • teatro;
  • danza;
  • arti performative;
  • patrimonio culturale;
  • archivi;
  • biblioteche;
  • musei;
  • arti visive;
  • fotografia;
  • architettura;
  • design;
  • letteratura;
  • editoria;
  • moda;
  • artigianato artistico.

I progetti possono riguardare:

  • nuovi prodotti;
  • nuovi servizi;
  • diffusione culturale;
  • produzione;
  • valorizzazione del patrimonio;
  • innovazione;
  • digitalizzazione;
  • organizzazione;
  • sviluppo di nuove attività.

Agevolazioni per le nuove imprese culturali

Per le nuove imprese culturali e creative sono ammessi progetti fino a 2,5 milioni di euro.

L’agevolazione può coprire fino all’80% del progetto, attraverso:

  • 30% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento a tasso zero della durata di dieci anni.

Sono inoltre previsti servizi di tutoraggio.

Le domande vengono presentate online e valutate in ordine cronologico, senza graduatoria.

Quali spese finanzia Cultura Cresce

Possono rientrare:

  • impianti;
  • macchinari;
  • attrezzature;
  • beni pluriennali;
  • opere murarie entro i limiti previsti;
  • consulenze specialistiche;
  • capitale circolante;
  • materie prime;
  • utenze;
  • locazioni;
  • servizi;
  • personale;
  • garanzie bancarie e assicurative.

Il capitale circolante può essere ammesso entro i limiti stabiliti dalla misura.

Per conoscere il percorso COM2 dedicato ai giovani che vogliono sviluppare attività culturali, creative, turistiche o digitali:

 

Fondo Impresa Femminile

Il Fondo Impresa Femminile è stato uno dei principali incentivi Invitalia destinati alle imprese guidate da donne.

La misura ha previsto:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti agevolati;
  • sostegno alla nascita delle imprese;
  • sviluppo delle imprese già costituite.

Nel 2026, però, lo sportello non risulta aperto alla presentazione di nuove domande.

Le pagine ufficiali restano online per:

  • gestione dei progetti già ammessi;
  • rendicontazione;
  • richieste di erogazione;
  • documentazione;
  • comunicazioni alle imprese finanziate.

La presenza della pagina sul sito Invitalia non significa quindi che sia attivo un nuovo “Fondo Impresa Femminile 2026”.

Come scegliere l’incentivo Invitalia più adatto

La misura giusta dipende dalle caratteristiche del progetto.

Giovani under 35 nel Centro-Nord

Possono valutare Autoimpiego Centro-Nord se rispettano anche le condizioni occupazionali previste.

Giovani under 35 nel Mezzogiorno

Possono valutare Resto al Sud 2.0.

Società giovanili o femminili in tutta Italia

Possono valutare ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero.

Startup innovative

Possono valutare Smart&Start Italia.

Attività culturali e creative nel Mezzogiorno

Possono valutare Cultura Cresce.

Uno stesso progetto potrebbe teoricamente rispettare i requisiti di più misure.

Questo non significa che gli incentivi siano automaticamente cumulabili.

Bisogna verificare:

  • regole sugli aiuti di Stato;
  • divieti di doppio finanziamento;
  • spese già agevolate;
  • compatibilità;
  • massimali;
  • regime de minimis;
  • condizioni specifiche del bando.

Contributo a fondo perduto o finanziamento?

Uno degli errori più comuni è utilizzare come sinonimi le espressioni contributo e finanziamento.

Contributo a fondo perduto

È una somma che non deve essere restituita, purché il progetto venga realizzato correttamente e siano rispettati tutti gli obblighi.

L’impresa deve comunque:

  • anticipare le spese nei casi previsti;
  • documentarle;
  • pagarle con mezzi tracciabili;
  • rendicontarle;
  • rispettare tempi e condizioni;
  • mantenere i beni e l’attività;
  • consentire i controlli.

Finanziamento agevolato

È un prestito che deve essere restituito.

Può prevedere:

  • tasso zero;
  • tasso ridotto;
  • durata più lunga;
  • assenza di alcune garanzie;
  • condizioni più favorevoli rispetto al mercato.

Voucher

È un contributo destinato a finanziare un programma di dimensioni contenute o determinate categorie di spesa.

Anche il voucher richiede:

  • progetto;
  • domanda;
  • valutazione;
  • documentazione;
  • realizzazione;
  • rendicontazione.

Come presentare una domanda Invitalia

La maggior parte delle domande viene presentata esclusivamente online attraverso l’area personale Invitalia.

In genere sono necessari:

  • SPID, CIE o CNS;
  • firma digitale;
  • indirizzo PEC;
  • documento di identità;
  • codice fiscale;
  • dati dell’impresa;
  • Business Plan;
  • piano economico-finanziario;
  • preventivi;
  • curriculum;
  • dichiarazioni;
  • documenti societari;
  • allegati specifici.

Le procedure cambiano da incentivo a incentivo.

Non bisogna quindi utilizzare la modulistica di una misura per presentare domanda a un’altra.

Incentivi a sportello

Molte misure Invitalia funzionano a sportello.

Questo significa che:

  • la domanda può essere presentata durante il periodo di apertura;
  • non viene formata una graduatoria finale;
  • i progetti vengono esaminati in ordine cronologico;
  • le agevolazioni vengono concesse nei limiti delle risorse;
  • ogni progetto deve comunque superare la valutazione.

Presentare la domanda prima degli altri non garantisce l’approvazione.

Il progetto deve rispettare tutti i requisiti e ottenere una valutazione positiva.

Il Business Plan per Invitalia

Il Business Plan è uno degli elementi più importanti della domanda.

Deve spiegare:

  • chi sono le persone proponenti;
  • che cosa farà l’impresa;
  • quali prodotti o servizi offrirà;
  • chi sono i clienti;
  • quali bisogni soddisfa;
  • quali concorrenti sono presenti;
  • quale sarà il modello di business;
  • come verranno raggiunti i clienti;
  • quali investimenti sono necessari;
  • quali costi saranno sostenuti;
  • quali ricavi sono previsti;
  • come verrà organizzata l’attività;
  • quali rischi devono essere affrontati.

Non basta affermare che il progetto è innovativo o che esiste molta domanda.

È necessario sostenere le affermazioni attraverso:

  • dati;
  • fonti;
  • preventivi;
  • analisi;
  • ipotesi verificabili;
  • calcoli;
  • informazioni sul mercato.

Come preparare il piano economico-finanziario

Il piano economico-finanziario deve comprendere:

  • investimenti iniziali;
  • costi fissi;
  • costi variabili;
  • ricavi;
  • capitale circolante;
  • liquidità;
  • fonti di copertura;
  • punto di pareggio;
  • flussi di cassa;
  • previsioni per i primi anni.

I ricavi devono derivare da elementi concreti.

Una formula iniziale può essere:

Numero di clienti × acquisti medi × prezzo medio = ricavi previsti

È necessario spiegare:

  • come saranno trovati i clienti;
  • quanti contatti diventeranno clienti;
  • quale sarà il prezzo;
  • quante vendite potranno essere gestite;
  • quali tempi di pagamento sono previsti.

La quota a carico dell’impresa

Molti incentivi non finanziano il 100% delle spese.

L’impresa deve quindi dimostrare di poter coprire:

  • quota non agevolata;
  • IVA;
  • spese non ammissibili;
  • costi di gestione;
  • eventuali anticipazioni;
  • fabbisogno di liquidità;
  • imprevisti.

Anche quando l’agevolazione è a fondo perduto, può essere necessario anticipare una parte delle spese prima dell’erogazione.

Avere un incentivo approvato non elimina quindi il bisogno di risorse finanziarie.

Quando sostenere le spese

Le misure stabiliscono una data precisa dalla quale le spese possono essere considerate ammissibili.

In molti casi non sono ammesse le spese sostenute prima della presentazione della domanda.

Prima di:

  • firmare contratti;
  • versare acconti;
  • acquistare attrezzature;
  • emettere ordini;
  • avviare lavori;
  • pagare consulenze;

è necessario leggere le regole specifiche dell’incentivo.

Una spesa utile al progetto può essere esclusa se sostenuta nel momento sbagliato.

Come avviene la valutazione

Invitalia può valutare:

  • requisiti formali;
  • competenze;
  • coerenza del gruppo;
  • qualità dell’idea;
  • mercato;
  • clienti;
  • concorrenza;
  • fattibilità tecnica;
  • sostenibilità economica;
  • investimenti;
  • capacità finanziaria;
  • organizzazione;
  • impatto;
  • innovatività.

In alcune misure è previsto un colloquio con il gruppo proponente.

Il colloquio serve a verificare:

  • conoscenza del progetto;
  • competenze;
  • consapevolezza del mercato;
  • correttezza delle ipotesi;
  • capacità di realizzare l’iniziativa.

Errori da evitare nella domanda Invitalia

Tra gli errori più frequenti ci sono:

  • scegliere l’incentivo soltanto in base all’importo;
  • non verificare i requisiti personali;
  • presentare una domanda per una misura chiusa;
  • confondere Resto al Sud con Resto al Sud 2.0;
  • utilizzare un Business Plan generico;
  • non analizzare i clienti;
  • affermare che non esistono concorrenti;
  • sovrastimare i ricavi;
  • sottostimare i costi;
  • non considerare la liquidità;
  • presentare preventivi incompleti;
  • inserire spese non ammesse;
  • sostenere spese troppo presto;
  • non spiegare il ruolo dei soci;
  • non dimostrare le competenze;
  • copiare descrizioni da altri progetti;
  • presentare dati incoerenti tra moduli e allegati;
  • considerare il finanziamento come garantito.

Corso gratuito COM2 per preparare il progetto

COM2 propone un corso gratuito online per l’autoimpiego, rivolto a giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti in possesso dei requisiti previsti.

Il percorso aiuta a lavorare su:

  • orientamento all’autoimpiego;
  • idea imprenditoriale;
  • analisi del mercato;
  • clienti;
  • concorrenza;
  • Business Model Canvas;
  • modello di business;
  • strategia di marketing;
  • piano operativo;
  • investimenti;
  • costi;
  • ricavi;
  • sostenibilità economica;
  • Business Plan;
  • preparazione del progetto.

Il percorso complessivo dura 100 ore:

  • 60 ore di formazione collettiva online;
  • 40 ore di accompagnamento personalizzato.

Non è necessario avere già aperto l’impresa o la partita IVA.

Il corso è utile anche per chi ha soltanto un’idea iniziale e vuole capire se può trasformarla in un’attività concreta.

 

Domande frequenti sugli incentivi Invitalia

Invitalia offre contributi a fondo perduto?

Sì, alcune misure prevedono contributi a fondo perduto. Altre concedono soltanto finanziamenti agevolati o una combinazione tra le due forme.

Tutti possono presentare domanda?

No. Ogni incentivo prevede specifici requisiti relativi a età, territorio, settore, forma giuridica, stato occupazionale e caratteristiche del progetto.

È necessario avere già costituito l’impresa?

Dipende dalla misura. ON, Smart&Start, Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0 e Cultura Cresce consentono, in determinate condizioni, di presentare progetti anche prima della costituzione definitiva.

ON prevede ancora il fondo perduto?

Per le domande presentate dal 1° luglio 2026 ON concede soltanto il finanziamento agevolato, a seguito dell’esaurimento delle risorse destinate alla componente a fondo perduto.

Smart&Start è adatto a qualsiasi impresa digitale?

No. L’impresa deve avere le caratteristiche di startup innovativa e il progetto deve possedere un significativo contenuto tecnologico o innovativo.

Autoimpiego Centro-Nord è riservato agli under 35?

Sì. È rivolto a persone tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che rispettano anche le condizioni personali previste.

Resto al Sud è ancora aperto?

Il precedente Resto al Sud ha chiuso alle nuove domande il 14 ottobre 2025. Dal 15 ottobre 2025 è attivo Resto al Sud 2.0.

Il Fondo Impresa Femminile è aperto?

Nel 2026 non risulta aperto alla presentazione di nuove domande.

Invitalia finanzia il 100% del progetto?

Generalmente no. Le percentuali variano in base alla misura. L’impresa deve spesso coprire una parte delle spese, l’IVA, i costi non ammissibili e il fabbisogno di liquidità.

Il corso COM2 garantisce l’approvazione?

No. Nessun corso può garantire l’approvazione di un finanziamento. Il percorso aiuta a preparare un progetto più ordinato, realistico e consapevole.

Fonti ufficiali

Invitalia – Per chi vuole fare impresa:

https://www.invitalia.it/per-chi-vuole-fare-impresa

Invitalia – ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/ON-nuove-imprese-tasso-zero

Invitalia – Smart&Start Italia:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/smartstart-italia

Invitalia – Piano Integrato Autoimpiego:

https://www.invitalia.it/per-chi-vuole-fare-impresa/piano-integrato-autoimpiego

Invitalia – Autoimpiego Centro-Nord:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord

Invitalia – Resto al Sud 2.0:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20

Invitalia – Cultura Cresce:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/cultura-cresce

Invitalia – Fondo Impresa Femminile:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-impresa-femminile

Invitalia gestisce diversi strumenti per chi vuole aprire una nuova impresa, ma ogni incentivo risponde a esigenze differenti.

ON sostiene società giovanili e femminili in tutta Italia.

Smart&Start è dedicato alle startup innovative.

Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 sostengono gli under 35 che vogliono avviare attività autonome, professionali o imprenditoriali.

Cultura Cresce è rivolto ai progetti culturali e creativi nel Mezzogiorno.

Prima di scegliere una misura è necessario verificare con attenzione i requisiti e costruire un progetto sostenibile.

L’incentivo non sostituisce l’idea, il mercato, le competenze e il Business Plan.

Rappresenta uno strumento che può aiutare un progetto valido a partire o crescere, ma soltanto quando obiettivi, investimenti, costi e ricavi sono stati analizzati in modo realistico.

Fonti ufficiali

Agenzia delle Entrate – Apertura della partita IVA:

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/istanze/aa9_11-apertura-variazione-chiusura-pf/quando-utilizzare

Registro delle imprese – Comunicazione Unica:

https://www.registroimprese.it/comunicazione-unica-d-impresa

Registro delle imprese – Impresa individuale:

https://www.registroimprese.it/impresa-individuale

Impresa in un giorno – Avvio dell’attività e SCIA:

https://www.impresainungiorno.gov.it/web/l-impresa-e-il-comune/avvio-di-impresa-e-inizio-attivita

ISTAT – Classificazione ATECO 2025:

https://www.istat.it/classificazione/ateco-2025/

INPS – Gestione Artigiani e Commercianti:

https://www.inps.it/

Invitalia – Autoimpiego Centro-Nord:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord

Invitalia – Resto al Sud 2.0:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20

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