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L’imprenditoria giovanile rappresenta una possibilità concreta per chi vuole trasformare una competenza, una passione o un’idea in un’attività autonoma.

Nel 2026 i giovani under 35 possono valutare diverse agevolazioni per:

  • aprire una nuova impresa;
  • iniziare un’attività da freelance;
  • avviare uno studio professionale;
  • costituire una società;
  • sviluppare una startup innovativa;
  • acquistare attrezzature e strumenti digitali;
  • realizzare un progetto culturale, turistico o creativo.

Non esiste però un unico finanziamento destinato a tutti i giovani.

Ogni incentivo prevede condizioni specifiche relative a:

  • età;
  • stato occupazionale;
  • territorio;
  • settore;
  • forma giuridica;
  • importo dell’investimento;
  • data di costituzione dell’impresa;
  • caratteristiche del progetto.

Tra le principali opportunità nazionali da valutare nel 2026 rientrano Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero e Smart&Start Italia.

COM2 propone inoltre un corso gratuito online per giovani under 35 che vogliono mettersi in proprio, sviluppare il proprio Business Plan e prepararsi alle opportunità di finanziamento disponibili.

Scopri il corso:

Disclaimer: l’espressione “imprenditoria giovanile 2026” indica l’insieme delle agevolazioni e delle opportunità rivolte ai giovani o accessibili alle imprese giovanili. Non identifica un unico bando nazionale. Requisiti, risorse e apertura degli sportelli possono cambiare. Prima di presentare una domanda è sempre necessario consultare le fonti ufficiali.

Che cosa si intende per imprenditoria giovanile

Generalmente si parla di imprenditoria giovanile quando un’attività è avviata, posseduta o amministrata prevalentemente da persone giovani.

La definizione precisa cambia in base alla misura.

Alcuni incentivi sono rivolti a persone che hanno:

  • almeno 18 anni;
  • meno di 35 anni;
  • meno di 36 anni.

Altre agevolazioni richiedono che la maggioranza dei soci e delle quote appartenga a giovani.

Non basta quindi che all’interno della società sia presente una persona under 35.

Prima di scegliere un incentivo bisogna verificare:

  • età richiesta;
  • percentuale dei soci giovani;
  • distribuzione delle quote;
  • eventuale ruolo degli amministratori;
  • data in cui il requisito deve essere posseduto.

Perché mettersi in proprio

Mettersi in proprio può significare:

  • creare un’attività basata sulle proprie competenze;
  • lavorare come libero professionista;
  • offrire servizi alle imprese;
  • avviare un progetto creativo;
  • sviluppare una startup;
  • costruire un’impresa locale;
  • utilizzare strumenti digitali per raggiungere nuovi clienti.

I settori possono essere molto diversi:

  • comunicazione;
  • turismo;
  • cultura;
  • audiovisivo;
  • eventi;
  • formazione;
  • artigianato;
  • commercio;
  • consulenza;
  • tecnologia;
  • intelligenza artificiale;
  • servizi digitali;
  • servizi alle persone;
  • valorizzazione del territorio.

Avere un’idea, però, non è sufficiente.

Prima di aprire l’attività bisogna capire:

  • chi sono i clienti;
  • quale bisogno viene soddisfatto;
  • quali concorrenti sono già presenti;
  • quali servizi saranno offerti;
  • quali prezzi applicare;
  • quanto costa partire;
  • quali ricavi sono realistici;
  • quanto tempo serve per raggiungere la sostenibilità.

Questi elementi devono essere organizzati nel Business Plan.

Autoimpiego Centro-Nord

Autoimpiego Centro-Nord è uno dei principali incentivi rivolti direttamente agli under 35.

La misura è destinata ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che vogliono avviare una nuova attività nelle regioni del Centro-Nord.

Riguarda:

  • Piemonte;
  • Valle d’Aosta;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Veneto;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Trentino-Alto Adige;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Marche;
  • Lazio.

Oltre al requisito anagrafico, bisogna trovarsi in almeno una delle condizioni personali previste, come:

  • inattività;
  • inoccupazione;
  • disoccupazione;
  • partecipazione al Programma GOL;
  • condizione di working poor nei casi ammessi.

Quali attività finanzia Autoimpiego Centro-Nord

È possibile avviare attività in forma di:

  • impresa individuale;
  • lavoro autonomo;
  • libera professione;
  • società;
  • cooperativa;
  • società tra professionisti.

Sono ammessi quasi tutti i settori economici, con esclusione della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.

Un giovane può quindi presentare, ad esempio, un progetto relativo a:

  • servizi di comunicazione;
  • produzione audiovisiva;
  • videomaking;
  • turismo;
  • eventi;
  • consulenza;
  • servizi web;
  • intelligenza artificiale;
  • artigianato;
  • commercio;
  • formazione;
  • servizi professionali.

Quali agevolazioni prevede

Autoimpiego Centro-Nord può prevedere:

  • voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro;
  • voucher elevabile fino a 40.000 euro nei casi ammessi;
  • contributo a fondo perduto del 65% per investimenti fino a 120.000 euro;
  • contributo a fondo perduto del 60% per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro.

Le agevolazioni possono finanziare, secondo le regole della misura:

  • attrezzature;
  • impianti;
  • macchinari;
  • arredi nuovi;
  • software;
  • piattaforme digitali;
  • applicazioni;
  • strumenti tecnologici;
  • sviluppo di siti e identità digitali;
  • alcune consulenze specialistiche;
  • opere edili entro i limiti previsti.

Il finanziamento non viene concesso soltanto perché la persona possiede i requisiti anagrafici.

È necessario presentare un progetto credibile e coerente.

Il corso gratuito COM2 aiuta proprio a lavorare sull’idea, sui clienti, sui costi e sul Business Plan:

Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 è rivolto ai giovani under 35 che vogliono avviare una nuova attività nel Mezzogiorno.

La misura riguarda:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Anche in questo caso è necessario rispettare sia il requisito di età sia almeno una delle condizioni personali previste.

È possibile avviare:

  • attività professionali;
  • lavoro autonomo;
  • imprese individuali;
  • società;
  • cooperative;
  • società tra professionisti.

Quali contributi prevede Resto al Sud 2.0

Le agevolazioni possono comprendere:

  • voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro;
  • voucher elevabile fino a 50.000 euro nei casi previsti;
  • contributo a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro;
  • contributo a fondo perduto del 70% per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro.

Le percentuali sono più elevate rispetto alla misura dedicata al Centro-Nord, ma anche Resto al Sud 2.0 richiede una valutazione del progetto.

La parte non finanziata, l’IVA, i costi non ammessi e le spese di gestione devono essere coperti dai beneficiari.

Resto al Sud 2.0 e il precedente Resto al Sud

Resto al Sud 2.0 non deve essere confuso con il vecchio incentivo Resto al Sud.

La precedente misura ha chiuso alle nuove domande nel 2025 ed è stata sostituita dal nuovo programma rivolto agli under 35.

Le due agevolazioni hanno:

  • requisiti differenti;
  • percentuali diverse;
  • procedure proprie;
  • destinatari diversi.

Quando si cercano informazioni online bisogna quindi controllare la data dell’articolo e verificare che riguardi effettivamente Resto al Sud 2.0.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero sostiene le imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile in tutta Italia.

Possono presentare domanda:

  • micro e piccole imprese costituite da non più di cinque anni;
  • persone fisiche che vogliono costituire una nuova società.

La società deve essere composta, per oltre la metà dei soci e delle quote, da:

  • giovani tra i 18 e i 35 anni;
  • oppure donne di qualsiasi età.

ON può finanziare progetti nei settori:

  • produzione;
  • servizi;
  • commercio;
  • turismo.

I programmi di investimento possono arrivare fino a 3 milioni di euro.

Quale agevolazione offre ON nel 2026

ON può coprire fino al 90% delle spese ammissibili.

È però importante considerare un aggiornamento recente.

Per le domande presentate dal 1° luglio 2026, la misura prevede soltanto il finanziamento agevolato a tasso zero, perché le risorse destinate alla componente a fondo perduto sono state esaurite.

Il finanziamento deve essere restituito secondo il piano previsto.

ON può essere interessante per progetti più strutturati, ma richiede:

  • una società;
  • una compagine coerente;
  • risorse per coprire la quota restante;
  • capacità di restituire il finanziamento;
  • un piano economico-finanziario sostenibile.

Smart&Start Italia

Smart&Start Italia è l’incentivo dedicato alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative.

Non è rivolto genericamente a tutte le imprese giovanili.

Per partecipare è necessario presentare un progetto con un significativo contenuto:

  • tecnologico;
  • innovativo;
  • digitale;
  • scientifico;
  • collegato alla ricerca.

Possono accedere:

  • startup innovative costituite da non più di 60 mesi;
  • gruppi di persone che vogliono costituire una startup innovativa;
  • imprese straniere che intendono aprire una sede in Italia.

Quali agevolazioni prevede Smart&Start

Smart&Start finanzia piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

L’agevolazione consiste normalmente in un finanziamento a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili.

La percentuale può salire al 90% quando la startup è costituita interamente:

  • da giovani con meno di 36 anni;
  • da donne;
  • oppure possiede gli ulteriori requisiti previsti.

Le startup con sede nei territori del Centro-Sud ammessi possono beneficiare anche di una componente a fondo perduto.

Smart&Start può essere adatto a progetti relativi a:

  • software;
  • applicazioni;
  • piattaforme;
  • intelligenza artificiale;
  • tecnologie per il turismo;
  • prodotti digitali;
  • innovazione culturale;
  • sostenibilità;
  • ricerca e sviluppo.

Bandi regionali per giovani imprenditori

Oltre agli incentivi nazionali, le Regioni pubblicano periodicamente bandi per:

  • nuove imprese;
  • giovani;
  • disoccupati;
  • professionisti;
  • startup;
  • artigianato;
  • turismo;
  • cultura;
  • commercio;
  • digitalizzazione;
  • sostenibilità.

Le agevolazioni possono assumere la forma di:

  • contributi a fondo perduto;
  • voucher;
  • finanziamenti agevolati;
  • garanzie;
  • rimborsi;
  • servizi di accompagnamento.

Ogni Regione stabilisce:

  • destinatari;
  • scadenze;
  • settori;
  • spese ammissibili;
  • percentuali;
  • modalità di presentazione.

È utile controllare regolarmente:

  • sito della Regione;
  • portale dei bandi;
  • finanziaria regionale;
  • programmi FESR;
  • sportelli per la creazione d’impresa.

Contributi delle Camere di commercio

Anche le Camere di commercio pubblicano voucher e contributi destinati alle imprese del territorio.

I bandi possono finanziare:

  • digitalizzazione;
  • e-commerce;
  • formazione;
  • certificazioni;
  • turismo;
  • internazionalizzazione;
  • sostenibilità;
  • sicurezza;
  • nuove imprese.

Alcuni avvisi prevedono priorità o punteggi specifici per le imprese giovanili.

Per partecipare può essere necessario che l’impresa sia già:

  • costituita;
  • iscritta al Registro delle imprese;
  • attiva;
  • in regola con il diritto camerale;
  • in regola con i contributi.

Microcredito per giovani

Il microcredito può rappresentare un’alternativa per chi vuole avviare una piccola attività e non dispone di garanzie sufficienti per ottenere un normale prestito bancario.

Può essere utilizzato da:

  • lavoratori autonomi;
  • professionisti;
  • imprese individuali;
  • microimprese;
  • piccole società.

Non si tratta di un contributo a fondo perduto.

Il finanziamento deve essere restituito, ma può essere accompagnato da servizi di supporto relativi a:

  • Business Plan;
  • gestione;
  • organizzazione;
  • marketing;
  • controllo dei costi.

Come scegliere il finanziamento adatto

Prima di scegliere un incentivo bisogna verificare:

  • età richiesta;
  • territorio;
  • stato occupazionale;
  • settore;
  • forma giuridica;
  • composizione societaria;
  • importo minimo e massimo;
  • spese ammissibili;
  • quota da finanziare personalmente;
  • tempi di realizzazione;
  • modalità di erogazione.

Un contributo con una percentuale elevata non è sempre la soluzione più semplice.

Potrebbe richiedere:

  • un investimento importante;
  • anticipazioni;
  • tempi lunghi;
  • documentazione complessa;
  • una società già costituita;
  • una quota di capitale proprio.

Perché serve il Business Plan

Il Business Plan permette di dimostrare che il progetto non è soltanto un’idea generica.

Deve spiegare:

  • che cosa farà l’impresa;
  • quali prodotti o servizi venderà;
  • chi sono i clienti;
  • quale bisogno sarà soddisfatto;
  • quali concorrenti sono presenti;
  • come verranno trovati i clienti;
  • quali investimenti servono;
  • quali costi saranno sostenuti;
  • quali ricavi sono previsti;
  • quando l’attività raggiungerà la sostenibilità.

Un buon Business Plan aiuta anche l’aspirante imprenditore a capire se è davvero conveniente avviare l’attività.

Il finanziamento non è il primo passo

Molti giovani iniziano cercando immediatamente un bando.

Il percorso più efficace è invece:

  1. chiarire l’idea;
  2. verificare il mercato;
  3. individuare i clienti;
  4. definire l’offerta;
  5. calcolare costi e ricavi;
  6. costruire il Business Plan;
  7. scegliere l’incentivo compatibile.

In questo modo la domanda viene costruita intorno a un progetto reale e non soltanto intorno alle spese che potrebbero essere finanziate.

Corso gratuito COM2 per giovani under 35

COM2 propone un corso gratuito online per giovani che vogliono mettersi in proprio, avviare una nuova impresa o sviluppare un’attività professionale.

Il percorso prevede:

  • 60 ore di formazione collettiva online;
  • 40 ore di accompagnamento personalizzato.

Durante il corso si lavora su:

  • definizione dell’idea;
  • orientamento all’imprenditorialità;
  • analisi del mercato;
  • individuazione dei clienti;
  • Business Model Canvas;
  • modello di business;
  • marketing;
  • costi e ricavi;
  • sostenibilità;
  • piano operativo;
  • Business Plan;
  • preparazione del progetto.

Non è necessario avere già aperto un’impresa o una partita IVA.

Il percorso è utile anche per chi ha soltanto una competenza, una passione o un’idea ancora da sviluppare.

Scopri requisiti e modalità di partecipazione:

 

Domande frequenti sull’imprenditoria giovanile

Quali sono i principali incentivi per gli under 35?

Tra le principali misure nazionali rientrano Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0. Possono inoltre essere valutati ON e Smart&Start, se il progetto rispetta i relativi requisiti.

Basta avere meno di 35 anni?

No. Alcuni incentivi richiedono anche condizioni relative a stato occupazionale, territorio, forma giuridica e composizione societaria.

Posso partecipare se non ho ancora aperto l’impresa?

Sì, diverse misure consentono di presentare il progetto prima della costituzione dell’attività.

Posso avviare un’attività da freelance?

Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 possono sostenere anche iniziative di lavoro autonomo e libero-professionali.

Gli incentivi coprono tutte le spese?

Generalmente no. Una parte dell’investimento, l’IVA e i costi non ammissibili restano a carico del beneficiario.

È sempre previsto il fondo perduto?

No. Alcune misure prevedono contributi a fondo perduto, altre finanziamenti da restituire o combinazioni tra diversi strumenti.

Serve il Business Plan?

Sì. Nella maggior parte delle agevolazioni per nuove imprese è necessario presentare un Business Plan o un progetto equivalente.

Il corso COM2 garantisce il finanziamento?

No. Nessun corso può garantire l’approvazione della domanda. Il percorso aiuta però a preparare un progetto più chiaro, realistico e sostenibile.

Fonti ufficiali

Invitalia – Piano Integrato Autoimpiego:

https://www.invitalia.it/per-chi-vuole-fare-impresa/piano-integrato-autoimpiego

Invitalia – Autoimpiego Centro-Nord:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord

Invitalia – Resto al Sud 2.0:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20

Invitalia – ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/ON-nuove-imprese-tasso-zero

Invitalia – Smart&Start Italia:

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/smartstart-italia

Conclusione

Nel 2026 i giovani under 35 possono valutare diverse opportunità per avviare un’impresa, un’attività professionale o un progetto autonomo.

Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 sono le misure più direttamente rivolte a questa fascia di età.

ON può sostenere società a prevalente partecipazione giovanile, mentre Smart&Start è dedicato alle startup innovative.

La presenza di un incentivo, però, non rende automaticamente sostenibile un’attività.

Prima di presentare una domanda è necessario analizzare il mercato, individuare i clienti, stimare correttamente costi e ricavi e costruire il Business Plan.

Il corso gratuito COM2 aiuta i giovani a trasformare un’idea iniziale in un progetto più concreto e a prepararsi con maggiore consapevolezza alle opportunità disponibili.

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