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L’imprenditoria femminile rappresenta una parte sempre più importante del sistema economico italiano. Donne di ogni età scelgono di avviare attività autonome, imprese, startup e progetti professionali nei settori dei servizi, della cultura, del turismo, del commercio, dell’artigianato, della tecnologia e della comunicazione.

Nel 2026 esistono diversi incentivi e strumenti finanziari che possono sostenere la nascita o lo sviluppo di un’impresa guidata da donne.

Non tutte le misure sono riservate esclusivamente all’imprenditoria femminile. Alcuni incentivi riconoscono condizioni più favorevoli alle società composte da donne, mentre altri sono accessibili in base all’età, al territorio, al settore o alle caratteristiche del progetto.

Per scegliere l’opportunità più adatta è quindi necessario verificare:

  • composizione dell’impresa;
  • età delle proponenti;
  • territorio in cui sarà avviata l’attività;
  • settore economico;
  • data di costituzione;
  • importo dell’investimento;
  • tipologia delle spese;
  • stato occupazionale;
  • caratteristiche innovative del progetto.

COM2 propone un corso gratuito online per l’autoimpiego, rivolto a giovani under 35 che vogliono trasformare un’idea in un’attività autonoma, professionale o imprenditoriale.

Durante il percorso è possibile lavorare sull’idea, sul modello di business, sull’analisi del mercato e sul Business Plan.

Tutte le informazioni sono disponibili nella pagina dedicata:

Disclaimer: questa guida è aggiornata al 3 luglio 2026. L’apertura degli sportelli, la disponibilità delle risorse e le condizioni delle agevolazioni possono cambiare. Prima di presentare una domanda è sempre necessario controllare gli avvisi, la normativa e le pagine ufficiali dell’ente che gestisce la misura. L’articolo ha finalità informative e non garantisce l’accesso o l’approvazione di alcun finanziamento.

Che cosa si intende per impresa femminile

La definizione di impresa femminile può cambiare leggermente in base all’incentivo, ma generalmente comprende:

  • imprese individuali con titolare donna;
  • lavoratrici autonome con partita IVA;
  • cooperative e società di persone composte per almeno il 60% da donne;
  • società di capitali nelle quali almeno i due terzi delle quote appartengono a donne e gli organi amministrativi sono composti per almeno i due terzi da donne.

Alcune agevolazioni applicano requisiti differenti.

Per questo motivo non è sufficiente che una donna lavori nell’impresa o ricopra un ruolo operativo. È necessario verificare la composizione societaria indicata nella visura, nello statuto e negli altri documenti ufficiali.

Quali incentivi sono disponibili nel 2026

Tra le principali misure che una donna interessata ad avviare o sviluppare un’impresa può valutare nel 2026 rientrano:

  1. ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero;
  2. Smart&Start Italia;
  3. Autoimpiego Centro-Nord;
  4. Resto al Sud 2.0;
  5. Fondo di garanzia per le PMI;
  6. Cultura Cresce;
  7. programmi di formazione e accelerazione per imprese femminili;
  8. bandi regionali;
  9. contributi delle Camere di commercio;
  10. microcredito e finanziamenti bancari garantiti.

Il Fondo Impresa Femminile, invece, non risulta aperto alla presentazione di nuove domande nel 2026.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è uno dei principali incentivi nazionali dedicati alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile.

La misura è attiva in tutta Italia ed è gestita da Invitalia.

Possono partecipare:

  • imprese costituite da non più di 60 mesi;
  • persone fisiche che vogliono costituire una nuova società.

La compagine deve essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, da:

  • giovani tra i 18 e i 35 anni;
  • oppure donne di qualsiasi età.

L’incentivo finanzia progetti nei settori:

  • produzione;
  • servizi;
  • commercio;
  • turismo.

I programmi di investimento possono arrivare fino a 3 milioni di euro.

Quali agevolazioni prevede ON

ON può coprire fino al 90% delle spese ammissibili.

Fino al 30 giugno 2026 l’agevolazione poteva comprendere:

  • finanziamento a tasso zero;
  • contributo a fondo perduto.

A seguito dell’esaurimento delle risorse destinate ai contributi, per le domande presentate dal 1° luglio 2026 l’agevolazione viene concessa esclusivamente sotto forma di finanziamento agevolato.

Il finanziamento deve essere restituito in un periodo massimo di dieci anni.

La misura resta comunque attiva e le domande possono continuare a essere presentate online attraverso Invitalia.

Quali spese finanzia ON

Le spese ammissibili dipendono dall’età dell’impresa e dal progetto presentato.

Possono generalmente rientrare:

  • macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • opere murarie;
  • programmi informatici;
  • servizi digitali;
  • brevetti;
  • licenze;
  • consulenze specialistiche;
  • formazione;
  • personale;
  • capitale circolante entro i limiti previsti.

Ogni investimento deve essere coerente con l’attività e descritto nel Business Plan.

Non è sufficiente presentare un semplice elenco di acquisti. Bisogna spiegare perché ogni spesa è necessaria, come verrà utilizzata e quali risultati permetterà di raggiungere.

Chi vuole preparare un progetto imprenditoriale e costruire il proprio Business Plan può approfondire il corso gratuito COM2:

Smart&Start Italia per le startup innovative femminili

Smart&Start Italia è l’incentivo dedicato alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative.

Non è riservato esclusivamente alle donne, ma riconosce condizioni più favorevoli alle startup con una compagine interamente femminile.

Possono partecipare:

  • startup innovative costituite da non più di 60 mesi;
  • gruppi di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa;
  • imprese straniere che intendono aprire una sede in Italia.

Per accedere alla misura non basta utilizzare strumenti digitali o proporre un prodotto nuovo.

L’impresa deve rispettare i requisiti previsti per le startup innovative ed essere iscritta, o impegnarsi a iscriversi, nella relativa sezione speciale del Registro delle imprese.

Quali agevolazioni prevede Smart&Start

Smart&Start prevede un finanziamento a tasso zero che copre normalmente l’80% delle spese ammissibili.

La copertura può salire al 90% quando la startup è composta interamente:

  • da donne;
  • da giovani con meno di 36 anni;
  • oppure presenta gli ulteriori requisiti previsti dalla misura.

Per le startup localizzate nel Centro-Sud è inoltre prevista una quota di contributo a fondo perduto.

Smart&Start può essere particolarmente interessante per progetti relativi a:

  • software;
  • piattaforme digitali;
  • intelligenza artificiale;
  • servizi tecnologici;
  • innovazione culturale;
  • turismo digitale;
  • audiovisivo;
  • comunicazione innovativa;
  • ricerca;
  • sostenibilità;
  • nuovi prodotti e processi.

Quali progetti possono accedere a Smart&Start

Il progetto deve presentare un contenuto tecnologico o innovativo significativo.

Può riguardare:

  • sviluppo di prodotti innovativi;
  • applicazione di nuove tecnologie;
  • economia digitale;
  • valorizzazione della ricerca;
  • trasferimento tecnologico;
  • soluzioni ad alto contenuto di conoscenza;
  • servizi innovativi;
  • nuovi modelli produttivi.

Il Business Plan deve dimostrare:

  • innovatività;
  • sostenibilità;
  • competenze del gruppo;
  • presenza di un mercato;
  • capacità di realizzazione;
  • coerenza degli investimenti;
  • prospettive di crescita.

Autoimpiego Centro-Nord per donne under 35

Autoimpiego Centro-Nord è una misura rivolta ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che vogliono avviare un’attività nelle regioni del Centro-Nord.

Non è un incentivo riservato esclusivamente alle donne, ma può essere utilizzato anche da giovani aspiranti imprenditrici che rispettano i requisiti previsti.

La misura riguarda:

  • Piemonte;
  • Valle d’Aosta;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Veneto;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Trentino-Alto Adige;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Lazio;
  • Umbria;
  • Marche.

Possono partecipare giovani che si trovano in una delle condizioni previste, tra cui:

  • inattività;
  • inoccupazione;
  • disoccupazione;
  • partecipazione al Programma GOL;
  • condizione di working poor, nei casi previsti.

Quali attività si possono avviare

È possibile sviluppare iniziative:

  • imprenditoriali;
  • libero-professionali;
  • di lavoro autonomo;
  • in forma individuale;
  • in forma societaria;
  • attraverso società tra professionisti;
  • attraverso cooperative.

Sono ammessi quasi tutti i settori economici, con esclusione delle attività agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Il progetto può riguardare, ad esempio:

  • comunicazione;
  • turismo;
  • cultura;
  • eventi;
  • audiovisivo;
  • servizi digitali;
  • consulenza;
  • formazione;
  • artigianato;
  • commercio;
  • servizi alle persone;
  • servizi alle imprese.

Agevolazioni Autoimpiego Centro-Nord

La misura prevede:

  • voucher a fondo perduto;
  • contributi a fondo perduto calcolati sul programma di investimento.

Gli importi e le percentuali cambiano in base alla dimensione del progetto e alle caratteristiche delle spese.

Possono essere previste maggiorazioni per investimenti innovativi, tecnologici, digitali o sostenibili, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla misura.

Per accedere è necessario presentare un progetto coerente, corredato dalla documentazione richiesta.

Resto al Sud 2.0 per donne under 35

Resto al Sud 2.0 è la misura dedicata agli under 35 che vogliono avviare una nuova attività nel Mezzogiorno.

Anche in questo caso non si tratta di un incentivo esclusivamente femminile, ma può rappresentare un’opportunità importante per le giovani donne in possesso dei requisiti.

La misura riguarda i territori del Mezzogiorno individuati dalla normativa e sostiene l’avvio di:

  • imprese;
  • attività autonome;
  • studi professionali;
  • società tra professionisti.

Quali contributi prevede Resto al Sud 2.0

Le agevolazioni possono comprendere:

  • voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro;
  • voucher elevabile fino a 50.000 euro nei casi previsti;
  • contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro;
  • contributo a fondo perduto del 70% per programmi compresi tra 120.000 e 200.000 euro.

Le condizioni effettive dipendono dal progetto, dalle spese e dai requisiti della proponente.

Prima di presentare la domanda bisogna verificare:

  • residenza;
  • età;
  • stato occupazionale;
  • territorio;
  • settore;
  • forma dell’attività;
  • spese ammissibili;
  • eventuale formazione richiesta.

Il corso gratuito COM2 dedicato all’autoimpiego aiuta le giovani under 35 a sviluppare l’idea e a preparare il progetto:

Fondo di garanzia per le PMI e imprese femminili

Il Fondo di garanzia per le PMI non eroga direttamente denaro all’impresa.

La sua funzione è facilitare l’accesso ai finanziamenti bancari attraverso una garanzia pubblica.

In questo modo la banca può concedere il finanziamento con una riduzione delle garanzie normalmente richieste all’imprenditrice.

All’interno del Fondo è presente una sezione dedicata alle imprese femminili e alle professioniste.

Vantaggi per le imprese femminili

Le imprese femminili possono beneficiare di condizioni specifiche, tra cui:

  • possibilità di prenotare direttamente la garanzia;
  • priorità nell’istruttoria;
  • priorità nella delibera;
  • esenzione dalla commissione una tantum prevista dal Fondo.

La garanzia non corrisponde a un contributo a fondo perduto.

L’impresa deve comunque richiedere un finanziamento a una banca o a un intermediario, che effettuerà la propria valutazione economica e creditizia.

Chi può utilizzare la sezione femminile

Possono accedere, nel rispetto delle condizioni previste:

  • imprese individuali gestite da donne;
  • società di persone e cooperative composte per almeno il 60% da donne;
  • società di capitali con almeno due terzi delle quote e degli amministratori rappresentati da donne;
  • professioniste.

Lo strumento può essere utilizzato per operazioni relative a:

  • investimenti;
  • acquisto di attrezzature;
  • liquidità;
  • sviluppo dell’attività;
  • consolidamento;
  • microcredito.

Cultura Cresce

Cultura Cresce è un incentivo attivo dedicato alle imprese culturali e creative del Mezzogiorno.

Non è riservato alle donne, ma può essere utilizzato da imprese femminili che operano nei territori e nei settori ammessi.

La misura riguarda:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Sostiene la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali, anche non profit, nelle filiere culturali e creative.

Chi può accedere a Cultura Cresce

Possono partecipare:

  • imprese da costituire;
  • imprese costituite da non più di cinque anni;
  • imprese attive da oltre cinque anni;
  • imprese sociali;
  • soggetti del Terzo Settore nei casi previsti.

I progetti possono riguardare:

  • produzione culturale;
  • audiovisivo;
  • musica;
  • spettacolo;
  • patrimonio;
  • turismo culturale;
  • editoria;
  • design;
  • artigianato creativo;
  • servizi digitali per la cultura;
  • valorizzazione territoriale;
  • prodotti e servizi innovativi.

Quali agevolazioni prevede Cultura Cresce

L’incentivo può comprendere:

  • contributo a fondo perduto;
  • finanziamento a tasso zero;
  • servizi di tutoraggio.

Le domande sono aperte dal 10 dicembre 2025 e vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Anche in questo caso, l’agevolazione non viene concessa automaticamente.

Il progetto deve dimostrare:

  • qualità;
  • sostenibilità;
  • coerenza con la filiera culturale e creativa;
  • capacità del gruppo;
  • fattibilità economica;
  • adeguatezza del programma di spesa.

Brava Innovation Hub

Nel 2026 è attivo anche Brava Innovation Hub, un programma di accelerazione rivolto a startup, microimprese e piccole imprese a leadership femminile.

Il progetto rientra nel Programma Imprenditoria Femminile promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia.

Le iniziative del programma comprendono:

  • formazione specialistica;
  • mentoring;
  • accompagnamento;
  • networking;
  • confronto con investitori;
  • sviluppo del modello di business;
  • supporto al posizionamento sul mercato.

Dopo le tappe di Roma e Novara, nel giugno 2026 è stata pubblicata la call di Salerno, con candidature aperte fino al 7 luglio 2026.

Poiché le scadenze sono molto ravvicinate, è necessario consultare la pagina ufficiale per verificare se la call è ancora aperta al momento della lettura.

Fondo Impresa Femminile

Il Fondo Impresa Femminile è stato uno dei principali incentivi nazionali riservati alle imprese guidate da donne.

Ha finanziato:

  • nuove imprese;
  • lavoratrici autonome;
  • società femminili;
  • sviluppo di imprese già costituite.

Le agevolazioni comprendevano contributi a fondo perduto e, per alcune linee, finanziamenti agevolati.

Nel 2026, tuttavia, lo sportello non risulta aperto a nuove domande.

Le pagine ufficiali rimangono disponibili per la gestione dei progetti già presentati, la rendicontazione e le richieste di erogazione.

Attenzione: il fatto che la pagina del Fondo sia ancora online non significa che sia possibile inviare una nuova domanda.

Non risulta attualmente pubblicata una nuova misura denominata “Fondo Impresa Femminile 2026”.

Bandi regionali per l’imprenditoria femminile

Le Regioni possono pubblicare bandi destinati:

  • alla creazione di nuove imprese;
  • alle startup;
  • all’imprenditoria femminile;
  • alla digitalizzazione;
  • alla sostenibilità;
  • al turismo;
  • alla cultura;
  • all’artigianato;
  • al commercio;
  • alla conciliazione tra vita e lavoro.

Le caratteristiche cambiano da una Regione all’altra.

Un bando regionale può prevedere:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti agevolati;
  • voucher;
  • garanzie;
  • servizi di consulenza;
  • percorsi di formazione;
  • sostegno all’innovazione;
  • aiuti per l’acquisto di attrezzature.

Per trovare le opportunità è utile controllare:

  • sito della propria Regione;
  • portali regionali dedicati alle imprese;
  • finanziarie regionali;
  • portali FESR;
  • Bollettino ufficiale regionale;
  • sportelli per la creazione d’impresa.

Contributi delle Camere di commercio

Anche le Camere di commercio pubblicano periodicamente bandi e voucher per le imprese.

Le agevolazioni possono riguardare:

  • digitalizzazione;
  • e-commerce;
  • certificazioni;
  • internazionalizzazione;
  • formazione;
  • turismo;
  • nuove imprese;
  • transizione ecologica;
  • sicurezza;
  • innovazione.

Alcuni avvisi attribuiscono priorità o punteggi aggiuntivi alle imprese femminili.

È necessario verificare la Camera di commercio competente in base alla sede dell’attività.

Microcredito

Il microcredito può essere utilizzato da chi vuole avviare una piccola attività ma ha difficoltà ad accedere ai normali finanziamenti bancari.

Può essere rivolto a:

  • lavoratrici autonome;
  • imprese individuali;
  • microimprese;
  • professioniste;
  • società di piccole dimensioni.

Oltre al finanziamento, possono essere previsti servizi di accompagnamento relativi a:

  • Business Plan;
  • organizzazione;
  • gestione finanziaria;
  • marketing;
  • avvio dell’attività.

Il microcredito non è un contributo a fondo perduto e deve essere restituito secondo il piano concordato.

Come scegliere l’incentivo adatto

Non esiste un incentivo migliore in assoluto.

La misura più adatta dipende dalle caratteristiche della persona e del progetto.

Una donna under 35 che vuole avviare un’attività in Emilia-Romagna potrebbe valutare Autoimpiego Centro-Nord.

Una donna di qualsiasi età che vuole costituire una società a prevalente partecipazione femminile potrebbe valutare ON.

Una startup innovativa completamente femminile potrebbe accedere alle condizioni maggiorate di Smart&Start.

Un’impresa culturale femminile nel Mezzogiorno potrebbe considerare Cultura Cresce.

Un’attività già avviata che deve ottenere un prestito bancario potrebbe valutare la Sezione speciale del Fondo di garanzia.

Prima di scegliere bisogna quindi confrontare:

  • requisiti;
  • stato dello sportello;
  • percentuale di copertura;
  • quota da restituire;
  • spese ammissibili;
  • tempi;
  • documenti;
  • forma giuridica;
  • obblighi successivi.

Contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato

È importante distinguere tra le diverse forme di sostegno.

Contributo a fondo perduto

È una somma che, se tutte le condizioni vengono rispettate, non deve essere restituita.

Non significa però che il denaro venga concesso senza controlli.

L’impresa deve:

  • realizzare il progetto;
  • sostenere le spese ammesse;
  • conservare i documenti;
  • rispettare i tempi;
  • rendicontare;
  • mantenere i requisiti.

Finanziamento agevolato

È un prestito con condizioni più favorevoli rispetto al mercato.

Può prevedere:

  • tasso zero;
  • tasso ridotto;
  • durata più lunga;
  • periodo di preammortamento;
  • garanzia pubblica.

Deve essere restituito secondo il piano stabilito.

Voucher

È un contributo destinato a specifiche spese o attività.

Può essere utilizzato, ad esempio, per:

  • consulenze;
  • attrezzature;
  • formazione;
  • digitalizzazione;
  • servizi specialistici.

Come preparare una domanda di finanziamento

Prima di compilare una domanda bisogna preparare il progetto.

Gli elementi principali sono:

  • descrizione dell’attività;
  • profilo delle proponenti;
  • analisi del mercato;
  • clienti;
  • concorrenti;
  • modello di business;
  • strategia commerciale;
  • piano degli investimenti;
  • preventivi;
  • costi;
  • ricavi;
  • sostenibilità finanziaria;
  • cronoprogramma;
  • autorizzazioni;
  • fonti di copertura.

La qualità del progetto è importante quanto il rispetto dei requisiti formali.

Il corso gratuito COM2 permette alle partecipanti di lavorare su questi aspetti e sviluppare un progetto più chiaro:

Disclaimer: il riferimento al “Fondo Impresa Donna 2026” indica che l’articolo è aggiornato al 2026 e risponde alle ricerche di chi cerca informazioni attuali sulla misura. Non significa che sia attivo un nuovo bando denominato “Fondo Impresa Donna 2026”. Al momento, lo sportello del Fondo Impresa Femminile risulta chiuso alla presentazione di nuove domande. L’articolo ha finalità informative: descrive il funzionamento della misura, i requisiti delle precedenti aperture e le attività utili per preparare un progetto in vista di eventuali future opportunità.

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